I fondi pensione servono davvero per costruire una pensione serena?
La previdenza complementare nasce per colmare il divario tra reddito da lavoro e pensione pubblica, oggi sempre più evidente. Tuttavia, la reale efficacia dei fondi pensione dipende in modo decisivo dalle scelte effettuate. Scelte errate, soprattutto sul piano dei costi, della fiscalità e dei vincoli, possono trasformare un’opportunità in una vera e propria trappola.
Le tre tipologie di fondi pensione
In Italia esistono tre principali tipologie di fondi pensione.
I fondi pensione negoziali sono riservati a specifiche categorie di lavoratori, e nascono da contratti o accordi collettivi.
I fondi pensione aperti sono istituiti da banche, assicurazioni e società di gestione e sono accessibili a tutti.
I PIP (Piani Individuali Pensionistici) sono prodotti assicurativi con finalità previdenziale.
La scelta della tipologia di fondo pensione: cosa evitare e cosa privilegiare
La tipologia di fondo è un elemento centrale, ma non è l’unico aspetto da valutare.
I PIP, nella quasi totalità dei casi, sono strumenti da evitare. Il problema non è solo il livello dei costi, ma la logica di fondo: ogni strumento finanziario deve avere una funzione specifica. Nei PIP si mescolano previdenza, investimento e coperture assicurative, ottenendo prodotti complessi, costosi e poco efficienti. Nella maggior parte dei casi è preferibile combinare un fondo pensione efficiente con una polizza temporanea caso morte (TCM) separata, se serve protezione per la famiglia.
I fondi pensione negoziali rappresentano invece, nella maggior parte dei casi, la scelta migliore, soprattutto quando è previsto il contributo del datore di lavoro, che costituisce un beneficio certo e immediato.
I fondi pensione aperti richiedono particolare attenzione: molti presentano costi elevati e solo una minoranza può essere considerata realmente efficiente.
Accanto alla scelta del contenitore, è fondamentale selezionare correttamente anche la linea di investimento del fondo pensione. Optare automaticamente per linee garantite o eccessivamente prudenti, soprattutto quando mancano molti anni alla pensione, significa rinunciare a una parte significativa del potenziale rendimento nel lungo periodo.
I costi: cosa dice la COVIP
A conferma delle differenze di costo arrivano i dati ufficiali della COVIP, l’autorità di vigilanza sulle forme pensionistiche complementari. Attraverso l’Indicatore Sintetico dei Costi (ISC), la COVIP misura l’incidenza percentuale annua dei costi sulla posizione individuale.
Su un orizzonte di 10 anni, l’ISC medio è pari a circa 0,5% per i fondi negoziali, 1,3–1,4% per i fondi pensione aperti e oltre il 2% per i PIP. In pratica, un PIP può arrivare a costare fino a quattro volte un fondo negoziale.
Il TFR: quando il fondo pensione conviene davvero
Un ambito in cui i fondi pensione risultano particolarmente utili è la gestione del TFR. Conferire il TFR in un fondo pensione ben scelto è generalmente più conveniente rispetto a lasciarlo nel fondo di tesoreria INPS, grazie a rendimenti storicamente più elevati e a una tassazione finale agevolata che può scendere dal 15% fino al 9%, in funzione degli anni di partecipazione.
Deducibilità fiscale: attenzione a non sopravvalutarla
I contributi volontari versati ai fondi pensione godono della deducibilità fiscale fino a un importo massimo annuo di 5.164,57 euro. Questo significa che i versamenti riducono il reddito imponibile e permettono un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota marginale del contribuente.
È importante ricordare che il TFR non è deducibile, mentre lo sono esclusivamente i contributi aggiuntivi.
Il vantaggio fiscale esiste, ma non deve essere sopravvalutato: va sempre confrontato con i costi del fondo, con i vincoli di liquidabilità e con l’efficienza di strumenti alternativi.
Gli svantaggi da non sottovalutare
Esistono svantaggi strutturali importanti che spesso vengono minimizzati nella comunicazione commerciale. I fondi pensione pagano una tassazione annuale del 20% sui rendimenti maturati durante l’anno, ogni anno (bloccando di fatto l’interesse composto), risultando fiscalmente meno efficienti rispetto ad altri strumenti di investimento come gli ETF (ad accumulo), che vengono tassati solo al momento del realizzo. Inoltre, il capitale accumulato è vincolato, con possibilità di prelievo limitate a casi specifici e regolamentati.
Al momento del pensionamento, il capitale non è liberamente disponibile. La normativa prevede che la prestazione pensionistica complementare debba essere erogata principalmente sotto forma di rendita vitalizia, e solo una quota limitata (fino al 50%) può essere liquidata in forma di capitale. Se la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70% del montante finale risulta inferiore al 50% dell’assegno sociale INPS, allora è possibile ricevere l’intero importo in capitale; in caso contrario, l’aderente è obbligato ad accettare la rendita come forma principale di pagamento.
Il rischio più grave riguarda la morte durante la fase di rendita: nella rendita vitalizia base, il capitale residuo non viene trasmesso agli eredi. Le rendite reversibili o con restituzione del capitale esistono, ma comportano una riduzione significativa dell’importo della rendita, spesso rendendo la scelta complessivamente inefficiente.
Conclusioni: a cosa serve (davvero) il fondo pensione
I fondi pensione sono strumenti molto utili per la gestione del TFR, soprattutto all’interno dei fondi negoziali con contributo del datore di lavoro. Sono invece spesso poco efficienti per i contributi volontari, fatta eccezione per la quota necessaria a ottenere il contributo aziendale. Tassazione annuale, vincoli di liquidabilità e obbligo di rendita ne riducono fortemente l’efficacia come strumento di investimento.
La pensione si costruisce nel tempo attraverso strumenti efficienti, come gli ETF, con costi contenuti e una strategia chiara e consapevole.
Link COVIP di riferimento
https://www.covip.it/per-il-cittadino/educazione-previdenziale/glossario/prestazione-pensionistica-complementare
https://www.covip.it/per-il-cittadino/forme-pensionistiche-complementari/fondi-pensione-aperti
https://www.covip.it/per-il-cittadino/forme-pensionistiche-complementari/piani-individuali-pensionistici

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